Tricom / PM Galvanica

Sivio Bonan fotografa il luogo che ha causato la morte del padre.
Fotografie e ricerca di Denis Guzzo, Testo di Elena Baù
DOVE: TEZZE SUL BRENTA, VICENZA
QUANDO: 1974-2003
PERCHÉ: INQUINAMENTO DA RESIDUI LAVORAZIONI INDUSTRIALI, SVERSAMENTO RIFIUTI PERICOLOSI.
CONTAMINANTI PRESENTI: CROMO ESAVALENTE, NICHEL, CIANURI.
STATO ATTUALE: BONIFICA DELL’AREA EFFETTUATA CON MURO DI CONTENIMENTO ACQUE E IMPIANTO DI DEPURAZIONE ATTIVO FINO A ESAURIMENTO FONDI REGIONALI. IN REALTÀ TRATTASI DI UN INQUINAMENTO DELLE FALDE PER UNA LUNGHEZZA DI DECINE DI CHILOMETRI A VALLE. ALTRI COMUNI INTERESSATI: CITTADELLA, PADOVA, VENEZIA.

L’industria Tricom/PM Galvanica di Stroppari di Tezze sul Brenta è responsabile di uno dei più gravi casi a livello mondiale di inquinamento da Cromo esavalente (Cr6). Come ben noto, le caratteristiche cancerogene, mutagene e di lunga persistenza nel tempo rendono questo agente chimico pericolosissimo per la salute umana e ambientale. La zona di Tezze si trova in una fascia idrogeologica prealpina ricca di risorgive rinomata per la qualità delle sue acque naturali, infatti numerosi sono i pozzi di approvvigionamento diffusi nel territorio. Questa preziosa ricchezza naturale è stata però pesantemente compromessa a causa della condotta scellerata della Tricom/PM, azienda galvanica attiva nel territorio dal 1974 al 2003 e che nel corso dei suoi circa trent’anni di attività ha costantemente sversato i suoi reflui industriali nelle rogge attigue, sui terreni circostanti, al di sotto delle sue pavimentazioni industriali.

I metalli pesanti percolati nel terreno sono molteplici (nichel, cianuri, acidi) ma il più letale è il Cr6: dai carotaggi posti in essere dai tecnici Arpav è emersa la presenza, nel terreno al di
sotto del laboratorio galvanico, di un’enorme “pastiglia” di cromo, nichel e altre sostanze che raggiunge i 22-25 metri di altezza: dato che la falda acquifera il cui percorso passa tra l’altro proprio al di sotto della fabbrica non mantiene un livello di altezza costante ma si alza ed abbassa con un livello di escursione anche di 5 metri all’anno ciò comporta il periodico dilavamento della pastiglia col conseguente rilascio di ioni di cromo nell’acqua che vengono trasportati lungo tutto il percorso della falda verso sud-est nel padovano. La penetrazione delle materie inquinanti è tra l’altro facilitata dalla conformazione geologica della zona, caratterizzata dalla presenza di depositi di materiali di origine alluvionale, in prevalenza ghiaiosi e progressivamente più fini alternati a livelli sabbiosi scendendo dai monti verso la pianura, il che rende il terreno particolarmente permeabile alle sostanze con cui entra in contatto. Per ovviare a tale situazione (peraltro protrattasi già per un lungo lasso di tempo con danni enormi all’ambiente e a chi ha attinto inconsapevolmente all’acqua contaminata) è stata predisposta una barriera idraulica provvisoria che si attiva quando il livello della falda si alza ed esclude i plume, vale a dire i coni inquinanti dal contatto con la falda stessa. La bonifica definitiva prevede invece la trattazione chimica tramite l’uso sperimentale di gas idrogeno per declassare il Cr6 in cromo Cr3 e la costruzione, a 28-30 metri di profondità sotto al perimetro aziendale di un sarcofago permanente di cemento armato in cui verrà sigillato il materiale ghiaioso contaminato in modo irreversibile. Per le responsabilità in merito Paolo Zampierin, ultimo titolare dell’azienda, è stato condannato per avvelenamento colposo delle acque; lo stesso insieme all’ex socio Adriano Sgarbossa e all’ex dipendente nonché sindaco di Tezze Rocco Battistella sono stati condannati per l’omicidio colposo di due (anche se le morti sospette sono all’incirca 20) degli ex operai deceduti per cancro ai polmoni a causa delle pessime condizioni in cui versava l’ambiente di lavoro e al contatto prolungato con il Cr6.

Entrata della TRICOM / PM Galvanica di Tezze sul Brenta
Interni della TRICOM / PM Galvanica di Tezze sul Brenta
Uffici TRICOM / PM Galvanica di Tezze sul Brenta
Campione di acque sottostanti l'area.
Carta di vulnerabilità all’ inquinamento degli acquiferi sotteranei.
Particolare dell’ impianto di depurazione
Vegetazione spontanea
Impianto di depurazione da Cr6 a Cr3.
Particolare muro adiacente alle vasche di cromatura.
Mappa fonti inquinanti datata1988.