Tangenziale di Orzivecchi

L'imbocco della Tangenziale di Orzivecchi dalla zona commerciale del comune in provincia di Brescia.
Fotografie, ricerca e testo di Luca Quagliato
DOVE: Orzivecchi, Brescia.
QUANDO: 2009
PERCHÉ: utilizzo di scorie da fonderia senza idoneo trattamento nel sottofondo stradale
CONTAMINANTI PRESENTI: sebbene non sia attestato inquinamento dei terreni, è stato provato l’uso di materiali non conformi contenenti Cromo EsavalenteBario, Fluoruri.
STATO ATTUALE: la tangenziale è stata dichiarata ecocompatibile dal tribunale e dissequestrata. In attesa di caratterizzazione e bonifica.

Percorrendo Orzivecchi ci si rende conto immediatamente del perchè una tangenziale fosse necessaria. Posizionato su un’arteria di collegamento dalle zone agricole della bassa verso Brescia, Orzivecchi è un piccolo comune attraversato ogni giorno da migliaia di automobili e camion.

Viene quindi progettata una tangenziale, 4 km di strada a due corsie che avrebbero consentito il transito dei veicoli al di fuori del centro del paese. I guai iniziano nel 2009, quando viene autorizzato l’uso di MPS (Materie Prime Secondarie) miscelato a materiale da cava per la stesa del sottofondo stradale. Il materiale in questione, proveniente dalla ditta di Pierluca Locatelli (già coinvolto nel caso BreBeMi) sono scorie di fonderia trattate e utilizzate per i lavori. Tutto in regola secondo la provincia (che introduce una variante in corso d’opera rispetto al capitolato) purchè si effettuino prelievi a campione per verificare la non pericolosità del materiale.

E’ durante uno di questi controlli che vengono scoperte quantità fuori dai valori legali di Cromo Esavalente, Bario e Fluoruri, scoperchiando quindi il caso che ha coinvolto la ditta Locatelli, che in quei mesi era anche impegnata nei lavori di costruzione della BreBeMi. La tangenziale viene messa sotto sequestro nell’Agosto 2010 e da allora è rimasta transennata fino al dissequestro avvenuto a Marzo 2016. Una strada fantasma, mappata e pronta, ma contenente 180.000 metri cubi di scorie da fonderia non trattate.

L’inquinamento non è mai avvenuto secondo il giudice Vito de Vita, che nella sentenza di primo grado del 3 Novembre 2015 che dichiara il “manufatto è ecocompatibile, circostanza che ne consentirà il conforme utilizzo”. Ma i dubbi rimangono, e cittadini e comitati chiedono che la strada venga riaperta a condizione che venga rimosso il materiale inquinato e installati dei piezometri per monitorare lo stato dell’acqua di falda. Preoccupazioni giustificate dalla pericolosità della presenza di Cromo Esavalente, capace di inquinare anche dopo anni ed estremamente pericoloso per gli esseri viventi.

Le bonifiche dovrebbero partire entro Settembre 2017.