Seveso

Uno degli ingressi del "Bosco delle Querce" di Seveso, area dove sono tombati 280.000 metri cubi di terreno e oggetti contaminati dalla Diossina.
Fotografie, ricerca e testo di Luca Quagliato
DOVE: Seveso
QUANDO: 1976
PERCHÉ: incidente nell’azienda Icmesa con nube tossica contenente Tetracloro-Dibenzo-Diossina (TCDD)
CONTAMINANTI PRESENTI: Diossina TCDD
STATO ATTUALE: decontaminata la zona di maggior inquinamento, con messa in sicurezza degli inquinanti tombati in vasca stagna. Nelle aree meno inquinate (B e R) recenti analisi hanno attestato presenza di Diossina sopra i livelli di guardia, imponendo altre analisi a campione.

Il 10 Luglio 1976, in seguito a un incidente dovuto a errore umano nell’impianto chimico della ICMESA di Meda, industria chimica già al centro di diverse accuse di inquinamento nella zona, una nube di Tetracloro-Dibenzo-Diossina (TCDD) si depositò sui territori dei comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio.

La diossina uccise le piante e penetrò nel suolo oltre a contaminare animali da cortile e da fattoria che verranno abbattuti (se ne conteranno 76.000 alla fine dell’emergenza). Per l’uomo, le conseguenze principali documentate e comprovate furono la comparsa del cloracne, l’aumento dei tumori e disfunzioni ormonali legate alla Tiroide, con effetti documentati fino al 2008, anno dell’ultimo studio epidemiologico su un ampio campione di popolazione.

Dopo l’incidente l’area fu divisa in zona A (zona di maggior contaminazione), zona B (minore contaminazione) e R (zona di “Rispetto”, una fascia meno inquinata ma possibilmente pericolosa se coltivata). La zona A corrisponde all’attuale “Bosco delle querce”, area naturale sorta sopra le vasche che contengono i terreni contaminati dalla diossina. Il parco è molto frequentato, e non nasconde la sua origine essendo di fatto anche un luogo di memoria e documentazione sui pericoli e danni causati dalla diossina.

Il processo di bonifica fu accellerato e sostenuto anche dal pagamento da parte della Givaudan, multinazionale “madre” dell’ICMESA, di un risarcimento pressochè pari al costo delle opere di bonifica. Un’operazione che permise alla Givaudan di sfilarsi da un eventuale processo a carico e che permise l’inizio dei lavori e i risarcimenti ai privati per i danni subiti, ma nonostante ciò non tutta l’operazione fu completamente trasparente, e permangono dubbi sia sul lavoro di mappatura (evidentemente incompleto e fallace visti i risultati delle ultime analisi sui terreni delle zone B e R) sia sulla destinazione di fusti contenenti terreno contaminato spediti oltralpe e mai tracciati.

L’eredità del disastro di Seveso non finisce con la creazione delle vasche in cui tombare i terreni pregni di diossina e a distanza di 40 anni dall’incidente, nuove analisi sono state eseguite sui terreni delle zone A, B e R. La costruzione della nuova autostrada Pedemontana, infatti, prevede il passaggio sia su terreni bonificati dell’area A che su quelli delle fasce B e R, dove i lavori rischierebbero di movimentare la diossina latente.

Il 40% dei terreni risulta contaminato da diossina, e nei terreni superficiali la percentuale sale al 56%. Questi dati si sommano a quelli provenienti da altri carotaggi effettuati nel 2008 e nel 2012, e restituiscono un quadro di evidente contaminazione di un territorio. Quale sarà il futuro delle opere di costruzione dell’autostrada Pedemontana non è dato sapere, viste le difficoltà economiche in cui versa la società responsabile della costruzione dell’autostrada. Dalle ultime dichiarazioni, si tenterà la via legale per far si che Givaudan copra i costi di bonifica, ma gli sviluppi sono ancora incerti.

Sulla questione, il comitato No Pedemontana lavora per far si che l’attenzione sulla contaminazione da Diossina rimanga alta e non si utilizzino scorciatoie. Il prossimo passo potrebbe essere una nuova caratterizzazione che completi la mappa della Diossina di Seveso e dintorni.

Di certo c’è che la diossina, a Seveso e dintorni, non se n’è mai andata.

Dentro al bosco delle querce.
Nei dintorni della zona "A" dove un tempo sorgeva l'ICMESA
La stazione ferroviaria di Seveso.
Struttura per il birdwatching all'interno del Bosco delle querce
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