Ex discarica di Gerenzano

Vista della sommità della discarica.
Fotografie, ricerca e testo di Luca Quagliato
DOVE: GERENZANO, AREA ADIACENTE AL “PARCO DEGLI AIRONI”
QUANDO: 1964/OGGI
PERCHÉ: LA DISCARICA VIENE UTILIZZATA PER ANNI SENZA IMPERMEABILIZZAZIONE DEL FONDO. I RIFIUTI INQUINANO LA FALDA ACQUIFERA FINO A 80 MT DI PROFONDITA’.
CONTAMINANTI PRESENTI: AMMONIACA, CLORO, MAGNESIO, NITRATO.
STATO ATTUALE: IL SITO E’ IN UNA CONDIZIONE DI “SICUREZZA OPERATIVA” MA NON E’ PREVISTA BONIFICA DEL SITO.

È stata una delle discariche più grandi d’Italia, con 11 milioni di metri cubi di rifiuti urbani e speciali provenienti dalla città di Milano e da alcune grandi aziende come la Montedison, Farmitalia, Chevron Oil Italia e Ciba Geigy.
La discarica sorge in una ex Cava dal terreno ghiaioso, e la sostanze inquinanti prodotte dall’accumulo dei rifiuti filtrano attraverso il terreno fino a raggiungere la Falda. Alla fine degli anni ’70 la falda freatica si alza di 10 metri e raggiunge i rifiuti seppelliti alla base della discarica, aggravando la condizione di inquinamento delle acque.
La discarica viene messa in sicurezza operativa solo alla fine degli anni ’90, con la creazione di un impianto di depurazione delle acque che fino ad allora furono scaricate direttamente nel torrente Bozzente.
L’impermeabilizzazione superficiale della discarica è alla fine del suo ciclo di vita e ha iniziato a deteriorarsi.
La discarica è quindi una bomba ecologica di notevole entità, vista la mancata bonifica e il notevolo costo del mantenimento della messa in sicurezza operativa.

L’area è attualmente recintata e inibita al pubblico.

Vista della sommità della discarica.
Il Lago dei Cigni, area naturale ricavata dalla vecchia cava adiacente alla discarica.
Vista della sommità della discarica.
Uno degli impianti che ospita le valvole di sfogo del biogas.