Ex Fibronit, Broni

Capannoni della ex-Fibronit. Le tettoie in amianto sono messe in sicurezza tramite intervento di incapsulamento.
Fotografie, ricerca e testo di Luca Quagliato
DOVE: Broni, Pavia.
QUANDO: 1932/1994 attività produttiva.
PERCHÉ: Inquinamento da fibre di Amianto da lavorazione industriale.
CONTAMINANTI PRESENTI: Amianto
STATO ATTUALE: messa in sicurezza del sito. Avviato il secondo lotto di bonifica su tre.

A pochi chilometri dal fiume Po, dove la pianura lascia il posto alle prime colline dell’Oltrepo, sorge Broni, un piccolo comune famoso per la produzione vinicola e la presenza della Fibronit.

Fibronit, azienda specializzata nella produzione di lavorati a base di fibra d’amianto (anche detto Asbesto) ha lavorato l’amianto per quasi cent’anni: dal 1932 fino al 1994, anno di cessata attività, migliaia di operai e operaie hanno lavorato a stretto contatto con l’amianto e i suoi derivati senza protezioni fino agli anni ’80, nonostante già dal 1930 nel Regno Unito si effettuarono studi comprovanti la natura cancerogena dell’Amianto, dotando quindi di protezioni adeguate i lavoratori e le lavoratrici del settore.

In quegli anni, a Broni, l’amianto usciva dall’azienda attaccato alle tute degli operai esponendo i familiari alle polveri, fu usato per costruire i tetti delle case, nell’ex Cinema, nel Cimitero e per panellare la scuola elementare (ora chiusa definitivamente). Il vento faceva il resto, portando polveri e residui in tutte le zone adiacenti l’area produttiva, che nel frattempo era stata raggiunta dall’abitato in espansione.

Da allora, si contano più di 1.000 morti correlate all’esposizione all’amianto, ma ci si aspetta un picco di mortalità nel quinquennio 2015/2020 a causa della latenza delle malattie correlate all’esposizione da amianto, che può arrivare anche a 20 dopo la prima esposizione.

Un dettaglio del muro di cinta dell'ex Fibronit.

Le bonifiche

L’area di produzione è un SIN (Sito di Interesse Nazionale) dal 2002.

Da allora si inizia a parlare di bonifica in termini concreti dal 2007, anno in cui viene stipulato l’accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente.

La bonifica è divisa in tre lotti: il primo prevedeva una messa in sicurezza dell’area tramite incapsulamento delle fibre d’amianto e sigillamento delle aree produttive, ed è stato completato nel 2014.

Per il secondo lotto di bonifiche, avviato nel 2017 si provvederà alla rimozione di tutto l’amianto presente nel sito, che andrà smaltito adeguatamente.

Il terzo lotto prevede invece lo smantellamento e demolizione di tutto il complesso industriale, ed è già in parte finanziato.

Le criticità però non mancano: a Broni i cittadini chiedono un presidio medico sul territorio specializzato nel riconoscere malattie dovute all’esposizione all’amianto e l’esenzione dal pagamento del ticket, inoltre il processo a carico dei tre imputati rimasti in vita, che nel frattempo sono riusciti a dimostrarsi nullatenenti, non è ancora arrivato a sentenza definitiva.

Il piazzale della ex-Fibronit di Broni.
La scuola elementare di Broni, ora chiusa perchè realizzata in pannelli di amianto. Gli studenti sono stati trasferiti in una nuova struttura.