Area Calchi-Taeggi, Milano

Vista dall'alto dell'area contaminata. Sullo sfondo gli edifici commerciali su via Lorenteggio.
Fotografie, ricerca e testo di Luca Quagliato
DOVE: Via Calchi Taeggi, vicinanze stazione metropolitana Bisceglie, Milano.
QUANDO: anni ’60/’80
PERCHÉ: SVERSO DEREGOLAMENTATO DI RIFIUTI URBANI E SPECIALI (INDUSTRIALI E FARMACEUTICI)
CONTAMINANTI PRESENTI: Pesticidi, Diossina, PCB, Metalli Pesanti, Solventi Clorurati, Idrocarburi.
STATO ATTUALE: L’AREA E’ STATA CARATTERIZZATA, MA NON E’ MAI STATO ATTUATO UN PIANO DI BONIFICA.

Una ex-cava, divenuta poi discarica, inglobata nel tessuto urbano e pronta a diventare terreno edificabile. Dalla stazione Bisceglie basta percorrere pochi metri prima di incappare nella recinzione che delimita una vasta area non costruita. Sullo sfondo, gli edifici del centro direzionale Lorenteggio.

L’area, 260 mila metri quadrati, è servita per interrare 1 milione e 800 mila cubi di rifiuti urbani e industriali, fino a 8 metri di profondità e senza alcuna regolamentazione, come spesso accadeva all’epoca, e come nella più lontana discarica di Gerenzano. Gli inquinanti erano già arrivati alla falda acquifera, ma l’inquinamento comprovato non aveva impedito, nel 2010, di dare inizio a dei lavori di edificazione dell’area senza la richiesta di una valutazione di impatto ambientale. Il permesso viene rilasciato nel 2007 nell’ambito del progetto delle vie d’Acqua Expo 2015. I lavori di messa in sicurezza dell’area (una telonatura impermeabile che separasse le fondamenta dagli inquinanti sepolti) avrebbero dovuto garantire l’isolamento degli inquinanti dal costruito, che prevedeva la realizzazione di 1300 appartamenti, un centro direzionale e il parco inserito nel progetto della via d’acqua per Expo 2015.

La magistratura blocca i lavori e dispone il sequestro dell’area nel 2010, avviando un processo a carico di dirigenti comunali, Arpa e imprenditori coinvolti nella realizzazione dell’opera. Nel 2013 il sito viene definito dalla magistratura “area inquinata” invece che discarica, smontando l’impianto accusatorio. Gli imputati vengono assolti in secondo grado di giudizio nel 2015, e l’area verrà ceduta al comune di Milano dopo una messa in sicurezza a uso di verde pubblico grazie a una variante inserita nel PGT del 2012 che attesta “Nel caso di suoli inquinati, qualora vi sia un’impossibilità effettiva e riscontrabile di ripristino ambientale, a causa della complessità dell’inquinamento riscontrata, e la difficoltà di eliminazione delle sorgenti dell’inquinamento e la riduzione delle concentrazioni di sostanze contaminanti non consenta il recupero delle stesse alla effettiva fruibilità per le destinazioni d’uso conformi al PGT, è ammessa la delocalizzazione delle volumetrie, oggetto di piano o programma approvato alla data di adozione del presente PGT, in altra area o in aree diverse. La delocalizzazione delle volumetrie è comunque assoggettata a piano o programma attuativo relativo sia alle aree di ricezione delle volumetrie trasferite che alle aree interessate dal ripristino ambientale che, una volta bonificate dovranno essere cedute gratuitamente o asservite all’uso pubblico.”.

Attualmente l’area è in attesa di destinazione d’uso e bonifica.

Vista dell'area contaminata. Sullo sfondo gli edifici commerciali su via Lorenteggio.